Synthonia • La tastiera che non c'è

La tastiera che non c'è

Racconti di vita vissuta, discussioni generali sulla nostra musica

Re: La tastiera che non c'è

Postby Ceskorg » Thu Mar 07, 2013 3:09 pm

..Io mi sono sentito dire, in una canzone insuonabile "ma dai, mettici il synth" come se ci fosse un suono solo! E' il dramma che mi si ripresenta da un anno a questa parte con le vecchie canzoni del gruppo (che prima di me, non aveva un tastierista)! Ahimè, ho adottato l'ultima soluzione: far pian piano scomparire le vecchie canzoni attirando su di me l'astio del chitarrista : Blink : Adesso comunque il sound ne beneficia, ma è stata dura fargli capire che le tastiere -purtroppo- non hanno una scelta sonora "univoca" e che in alcuni generi.. proprio non ci entrano! : Chessygrin :
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Re: La tastiera che non c'è

Postby Paga » Thu Mar 07, 2013 3:12 pm

Mah addirittura parlare di egoismo o ignoranza mi sembra un po' eccessivo.... nel senso che se un gruppo esengue bene un pezzo perché non farlo? Male che vada uno mette un suono non invasivo e basso.... lo so che può essere un po' fuorviante... ma allora Rudess in Train of Though? Ci sono molti modi per rimediare un arrangiamento. Sicuramente vale la regola del meno è meglio. Comunque uscire dal palco non la vedo sempre come una cosa negativa. Può essere sfruttato come un escamotage per dare risalto al chitarrista o chicchessia, e poi magari possiamo rientrare con un bel solo di tastiere.... Secondo me l'unico limite è la fantasia...
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Re: La tastiera che non c'è

Postby universo_parallelo » Fri Mar 08, 2013 12:03 pm

Vampire_suzy wrote:
universo_parallelo wrote: Purtroppo è appunto vero che la tastiera può esser inserita quasi ovunque, non ovunque.
Un esempio: come si fa a chiedere di mettere le tastiere su Don't cry dei Guns'n'Roses? Cosa ci metteresti?
Alla fine ci ho potuto mettere un piano, solo perché si optò per un'esecuzione quasi acustica da parte di tutti, ma a me il risultato non è piaciuto per niente.


Secondo me il piano contrasta troppo con gli arpeggi di chitarra, proverei a mettere dei semplici tappeti di accordi con strings, flauti ecc e verso la fine dove il pezzo pompa di più, porterei il tutto in crescendo...non sò se mi sono spiegata, ma più che farne una versione acustica, proverei con una più orchestrale all'inizio molto leggera e poi che nei ritornelli finali cresce dando un tocco di pienezza al pezzo, in questo modo non lo stravolgi ma anzi lo arricchisci : Wink : (è un suggerimento del tutto personale, sicuramente a tanti altri piacerà la soluzione acustica).

Per quanto riguarda il secondo problema delle troppe tracce di tastiera, ho sempre cercato di riarrangare il brano a 2 mani, ma la soluzione migliore è sicuramente quella di mandare il resto in base e click per il batterista...nel nuovo gruppo che ho facciamo solo cosi, perchè ci sono molti pezzi che possono essere eseguiti solo avendo un'orchestra, fortunatamente il batterista suona solo in click perchè gli piace cosi. Capisco che è una soluzione che non va mai bene al gruppo, ma penso anche che quando si suona live bisogna garantire una buona performance e cosi non ci sono problemi di pezzi eseguiti troppo velocemente o viceversa. All'inizio non la pensavo cosi, ma mi devo ricredere perchè i benefici si sentono parecchio.
In gruppi improvvisati, tale soluzione non verrà mai presa in considerazione, perchè "è troppo sbattimento"...


Quella di Don't cry è fresca fresca, attuale, fatta col gruppo giusto ieri sera.
Beh, siccome il tuo consiglio mi è piaciuto ho sostituito il piano con un ensamble con presenza graduale ed il risultato qual è stato?
Tutti in coro mi hanno ammonito chiedendomi perché non ci ho messo il piano : Lol :
Però siccome coll'ensamble mi piace molto di più, si farà come dico io, perciò niente piano : Thumbup :
Questa sera il live, dedicato a tutte le donne (auguri).
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Re: La tastiera che non c'è

Postby universo_parallelo » Fri Mar 08, 2013 12:05 pm

Iryon wrote:Io sono anni che cerco di suonare il più possibile con 2 mani e, specie nel metal, la cosa mi riesce discretamente senza ricorrere a particolari escamotage. Chiaramente anche la strumentazione fa la differenza. : Wink :
1) Puoi anche riarrangiare le parti di tastiera, ancora meglio riarrangiare con gli altri tutto il pezzo, però per prima cosa i componenti del gruppo devono avere le capacità per farlo o per supportarti, seconda cosa richiede più tempo e potrebbe rallentare la preparazione di un repertorio per esibirsi live.
2) Ho sperimentato che, senza riarrangiare la tastiera o l'intero brano, spesso il risultato è parecchio scarso e quindi si giungerebbe inevitabilmente al punto 3.
3) Bisogna comunque valutare se un pezzo può essere scartabile oppure potrebbe essere un "cavallo di battaglia" del gruppo, in tal caso vale la pena fare uno sforzo per recuperare il pezzo.
4) Io ho cominciato ad usare basi, preparo a casa degli mp3 che riprodurrà il batterista su un lettore qualsiasi. In un canale stereo passa la base, nell'altro solo il click. Il primo andrà all'impianto e il secondo alle cuffie mie e del batterista.
5) Non sempre si riesce o si ha un buon risultato, ma ciò si accomuna all'idea di riarrangiamento del pezzo in chiave personale del gruppo.

Vorrei aggiungere che quando si suona volti all'esibizione live bisogna essere professionali quindi NON ESISTE che il gruppo ti odi per l'utilizzo di basi, se sono necessarie, o per qualunque altra cosa finalizzata al bene del gruppo, anche se questo va contro ideologie da rockettari o simili (magari mosse dall'ignoranza). Poi il batterista, che è il motore ritmico del gruppo, deve essere in grado di andare a tempo sia da solo che con un metronomo, l'avere le basi lo spronerà a non fare scemenze sul palco e ad essere più professionale e preciso (ci si divertirà ugualmente quando si va tutti assieme e l'insieme funziona). Stessa cosa influirà di riflesso su tutti gli altri strumentisti mentre il cantante comunque avrà sempre il timore degli strumentisti, a prescindere che ci sia un metronomo con basi o no : Chessygrin : Se poi non ti fidi del batterista e/o vedi che ci possono essere punti scoperti all'interno delle canzoni nei quali se il batterista non scandisce il tempo (o non lo si sente sul palco) uno qualunque di voi possa perdere il tempo, allora mettiti anche tu il click (a me è capitato di aver salvato un possibile disastro del chitarrista, in un live...non ho mai ringraziato così tanto una battuta di pausa!) : Walkman :
Scusate mi sono dilungato un po' troppo : Chessygrin :


Un discorso, quello del clic, che regge bene in molti casi, ma non in tutti.
Per esempio è inapplicabile in tutti i casi ove ci siano variazioni di tempo, interpretazioni che lo fanno rallentare, lo fanno andare più veloce, in quei casi col clic puoi anche cercare di rimediare al problema, ma il risultato è quello di un brano quasi meccanico, senza sentimento, una mezza schifezza : Lol :
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Re: La tastiera che non c'è

Postby Stefano » Fri Mar 08, 2013 1:40 pm

Il riarrangiamento di un brano dipende da tanta esperienza. L'esperienza poi porta alla capacità di creare anche in contesti difficili, delle buone soluzioni. Ascoltate un po ad esempio i Dirty Loop come riarrangiano alcuni brani conosciuti (li trovate su youtube)....ok qui parliamo di estremizzare le cover, pero è per spiegare che tutto è possibile, dipende dalla testa...dalla mentalità con le quali si vogliono riproporre i brani...e dal gusto.
Discorso diverso è con le tribute band, con le quali si tende ad essere il più simili alle parti e alle sonorità originali.
Ci si dovrebbe comunque sempre ricordare che stare sul palco e fare un concerto, equivale a proporre uno spettacolo musicale al pubblico, che ascolta e che sta pagando le prestazioni dei musicisti stessi, i discorsi di egoismo non dovrebbero esistere proprio perché l'obiettivo comune è quello di garantire uno spettacolo serio e decente per il pubblico, che potrà godersi della musica di qualità e un ottima serata...quindi suonare, solo per se stessi non va mai bene, altrimenti ci si può divertire anche suonando a casa propria e in sala prove... Detto questo è normale che ci possano essere divergenze di idee tra i membri di una band, ma è giusto superarle per arrivare all'obiettivo ;)

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Re: La tastiera che non c'è

Postby Iryon » Fri Mar 08, 2013 2:03 pm

Concordo con Stefano, il live non è più un suonare per se stessi ma, essendo in alcuni casi un lavoro (quando si viene pagati), bisogna affrontarlo professionalmente per piacere anche agli altri

universo_parallelo wrote:Un discorso, quello del clic, che regge bene in molti casi, ma non in tutti.
Per esempio è inapplicabile in tutti i casi ove ci siano variazioni di tempo, interpretazioni che lo fanno rallentare, lo fanno andare più veloce, in quei casi col clic puoi anche cercare di rimediare al problema, ma il risultato è quello di un brano quasi meccanico, senza sentimento, una mezza schifezza : Lol :


Beh anche il fattore del genere musicale che si suona influisce sull'utilizzo o meno di basi, ma già se fai jazz le basi non ti servono bensì servono i musicisti (stessa cosa per repertori più "colti" con cadenze e momenti di libera interpretazione). Però secondo me un musicista bravo dev'essere in grado di interpretare, con rallentandi e accelerandi, all'interno di un tempo fisso e di non far sembrare il pezzo meccanico (così mi hanno insegnato più o meno direttamente al Conservatorio, specie quando si suona assieme a diverse persone). Suonando genericamente pop/rock e tutti i vari derivanti, secondo me si può usare sempre il metronomo, anche sequenziale se ad esempio il ritornello è più lento della strofa. Non piacerà ma è tutta esperienza e maturazione : Chessygrin :
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Re: La tastiera che non c'è

Postby alexandros » Fri Mar 08, 2013 3:15 pm

bene, visto che hai citato Don't Cry ti risolvo subito la questione con un aiutino...io suono in un tributo ai Guns che gira TANTO (siam finiti pure una settimana a Dubai davanti a migliaia di eprsone).
in primis ricorda sempre: l'hammond risolve qualsiasi cosa : Chessygrin :
io nei brani dove non c'erano le tastiere uso l'hammond e suono gli esatti riff di chitarra, tenendomi più basso di volume...in questo modo crei l'effetto di 3 chitarre sul palco.
nello specifico di Don't Cry, nel live in Tokyo del 92 Dizzy Reeds suonava il piano (accordi tenuti) sulle strofe e l'hammond sui ritornelli e assolo. Io invece che il piano sulle strofe uso un soft pad...facendo molta attenzione a farlo crescere di dinamica pian piano sul primo ritornello, e via via, fino all'esplosione di hammond nel secondo ritornello quando entrano anche le chitarre distorte.
in questo modo ho modo di suoanre tutta la scaletta (tranne It's so easy...è impossibile lì)

Questo è il mio cosniglio...per trovare una giusta via di mezza tar lo snaturare il brano originale o butatrti al abncone a bere mentre gli altri suonano, un suono distorto coem un bell'hammondaccio o qualche altro tipo di synth può risolvere capra e cavoli : Wink :
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Re: La tastiera che non c'è

Postby levi » Fri Mar 08, 2013 8:56 pm

Tu non hai idea di come ti capisco :
all'inizio con il mio gruppo facevamo un genere hard rock e 3 su 4 canzoni non comprendevano la tastiera nel'esecuzione,
non hai idea della fatica che facevo per convincere i miei compari a trovare un compromesso...
Alla fine ho approfittato della mia voglia e curiosità relativa ad altri strumenti come il basso ( visto che ci manca un bassista ) e l'armonica a bocca e quando non era possibile inserire la tastiera, cambiavo ruolo ... ora ci siamo spostati sul metal dove la tastiera è molto piu modellabile e elastica, e a pensarci bene quello che avevo deciso di fare ossia di intraprendere altre vie musicali con altri strumenti è stato una sorta di insulto a quello che amavo di più: la tastiera e ora mi sono deciso a fare solo il tastierista ma senza tralasciare gli altri strumenti che tutt'ora suono tra me e me come hobby e pura passione perchè amo anche quelli strumenti : Love : ...( e probabilmente in futuro se ne avrò la possibilità, ne imparerò altri) : Thumbup :
In conclusione penso che il ruolo del tastierista sia un ruolo difficile da sostenere e la sua parte in funzione della band non vada forzata a tutti i costi per avere una percentuale degli applausi finali, ma adattarla al meglio trovando compromessi che a volte magari non esaltano le potenzialità del tastierista ma a volte sono persino noiosi a che nel complesso portano una spinta incredibile al pezza che si sta suonando, e poi quando arriverà il pezzo nel quale le possibilità per un tastierista sono multiple se non infinite: allora godrai al meglio : Yahooo : .
Perchè alla fine l'impegno di una band è un po come sposarsi e in una relazione il compromesso è indispensabile perchè tutto vada bene ...
Almeno io questo l'ho trovato possibile nel mio caso!
Ciao : Chessygrin :

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Re: La tastiera che non c'è

Postby levi » Fri Mar 08, 2013 9:00 pm

E un altra cosa : forse la cosa migliore è esclusivamente la creazione di pezzi propri dove puoi costruire qualcosa che stia bene in relazione con gli altri strumenti e di uguale rilevanza :)

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Re: La tastiera che non c'è

Postby universo_parallelo » Mon Mar 11, 2013 10:06 am

Tutte opinioni corrette, interessanti, accompagnate da suggerimenti che sono validi, preziosi, dettati dall'esperienza.
Questo è il problema: il gruppo deve essere eterogeneo, in questo caso l'intervento avrà successo.
Significa che a lavorare su un pezzo, per riarrangiarlo a seconda delle necessità del gruppo, non è solo il tastierista ma un po' l'intero gruppo.
Se il gruppo non è amalgamato, soprattutto se composto da soli turnisti, eccezion fatta per il cantante che ne è il fondatore, le cose cambiano:
si è quasi costretti a lavorare da soli, perché difficilmente gli altri ti seguiranno, a meno che non abbiano un'adeguata esperienza che li porti ad adattarsi alle tue evoluzioni.
Per evitare noie forse si dovrebbero evitare situazioni musicali del genere, però quando la voglia di palco (e non tanto di applausi) è troppa, si accetta quasi tutto.
Per restare in tema, poi Don't cry è stata scartata (anche se forse col suggerimento di Alexandros l'avrebbero accettata).
Però ne faccio una questione di principio: sono un tastierista, ho identità da tastierista, suono per hobby e non per lavoro, mi diverto e mi diverto anche quando gli altri si divertono a sentirmi.
Perciò tutte quelle situazioni dove mi vedono snaturarmi per suonare tentando di ricordare un altro strumento,
oppure andarmene via dal palco, oppure suonare un altro strumento diverso da quello che ha rappresentato la mia vocazione per la musica,
sono situazioni che rifiuto (ho ripetuto "situazioni" per sottolineare il fatto che mi comporto così indipendentemente dall'importanza del progetto).
Anche perché se facessi così tenderei a restare come tastierista solo per fare tappeti e accompagnamenti, figurerei come un elemento si secondaria importanza e sinceramente mi divertirei di meno.
Il mio punto massimo di riferimento è sempre stato Jon Lord.
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