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Utilizzare una Juno-Di come effetto per chitarra.


Written on Sunday, 11 January 2015 18:33
Written by  cecchino

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Credits: questo tutorial è stato ispirato da un post di luizpaulobra sul forum di rolandclan.

Trovate il post originale qui http://forums.rolandclan.com/viewtopic.php?f=35&t=35737

Tempo fa mi sono trovato nella condizione di dover suonare come secondo chitarrista della band in alcuni brani, ma non avendo un amplificatore adatto ad un uso su palco mi ero adattato a collegare la chitarra ad una pedaliera effetti e di lì al mixer delle tastiere. Come soluzione provvisoria poteva andare, visto che l'impegno era sicuramente troppo limitato per considerare l'acquisto di un amplificatore adeguato, ma ovviamente non era certo il massimo della vita...

Poco tempo fa, avendo la necessità di prendere una tastiera versatile, economica e soprattutto leggera, ho acquistato una Juno-Di e, “scartabellando” in rete alla ricerca di informazioni sulla mia nuova tastiera, ho trovato il post citato sopra.

L'idea è geniale: visto che la Juno-Di ha (oltre ad un ingresso audio che viene mixato direttamente sull'output, ed è quindi utile solo per avere delle basi sulle quali suonare) un ingresso microfonico che permette di processare una voce con il vocoder ed una pletora di effetti vari, perché non provare ad applicare questi effetti al suono di una chitarra collegata all'ingresso microfonico?

Questa è una delle funzioni più declamate della sorella maggiore Juno-Gi, ma non veniva menzionata da nessuna parte per la sorellina Juno-Di.

Eppure la soluzione trovata da luiz, e che qui ho sviluppato più in dettaglio, è abbastanza semplice:

    1. Accendete la Juno-Di e collegate una chitarra (non preamplificata, trattandosi di un ingresso microfonico) al Mic Input
    2. Regolate il volume del Mic In su un valore medio-basso (poi nel caso lo aggiusterete a posteriori)
    3. Collegate la Juno-Di ad un PC o Mac con il cavo USB ed avviate il Juno editor
    4. Inizializzate una performance o partite da qualcosa di già presente in memoria, magari una performance già studiata per il vocoder (es.: il preset N. 34) oppure quella chiamata “GuitaristDi” che trovate qui (N.B. il file linkato è in formato SMF - dovete aprire il Juno-Di librarian, importarlo, e mandare alla tastiera solo i dati relativi all'utlima locazione di memoria (controllando di non sovrascrivere la performance eventualmente già presente)
    5. Se partite dalla performance di scaricata dal nostro sito, dovrebbe comparire la finestra “Mixer” con un aspetto simile a quanto mostrato in figura 1. L'esempio mostrato utilizza uno schema di lavoro nel quale prima viene applicato al suono un effetto “classico” (in questo caso un compressore) e l'output risultante viene poi inviato ad un simulatore di amplificatore per chitarra elettrica. Ovviamente voi potete scegliere qualsiasi soluzione vogliate, ma questa mi è sembrata quella di più immediata comprensione perché simula ciò che avviene nella maggior parte dei casi reali, dove la chitarra viene collegata prima ad uno o più effetti e poi all'amplificatore.

Fig. 1 - Mixer

    1. Già in questo riquadro potete vedere nella sezione MFX che sono presenti 3 effetti, dei quali il primo è il Vocoder (79) e l'ultimo è il Guitar Amp Simulator (39). L'ultimo effetto non è fondamentale (ne potete scegliere anche un altro) ma il primo deve obbligatoriamente essere il Vocoder! Subito a destra potete osservare che sono presenti anche un Chorus ed un Reverb.
    2. Cliccate ora sul tasto “Routing”, nella sezione “Perform Effects” sulla sinistra. Dovrebbe comparire una finestra simile a quella mostrata in figura 2. Questa è la parte fondamentale di tutta la procedura, perché è qui che direte alla vostra Juno di processare l'input microfonico come se fosse un multieffetto per chitarra.

Fig. 2 - Routing

  1. Notate nella parte superiore del grande riquadro centrale lo schema del percorso del suono all'interno della sezione effetti della Juno. Gli effetti sono applicati sequenzialmente da MFX 1 a MFX 3, e questo viene fatto selezionando il valore 11 sul cursore “MFX Structure” (in realtà è possibile anche usare il valore 12 che inverte MFX 2 e MFX 3, ma non c'è alcun motivo di farlo).
  2. L'altro parametro (o meglio set di parametri) fondamentale è quello immediatamente a destra: dovete selezionare come sorgente di tutti gli effetti “Perform”.
  3. Potete anche qui notare quali effetti sono stati selezionati nell'esempio, con in più alcune informazioni su valori come output level etc. per ciascuno degli effetti. Per questo riquadro, comunque, può bastare così, e si può passare all'impostazione dei singoli MFX premendi i tasti relativi a ciascuno nella sezione di sinistra (proprio sotto al tasto “Routing” che avete usato prima). Avrete così le finestre mostrate nelle figure 3 e 4 (la figura relativa a MFX 1 non è importante, perché tale effetto rimarrà impostato su 79 - VOCODER).

    Fig. 3 - MFX 2

  4. Come detto, nel nostro esempio l'effetto applicato a MFX 2 è un compressore, che ha relativamente pochi parametri. A parte la selezione dl livello di output generale, verso il chorus e verso il reverb che vedete in alto (per ora trascuriamo la parte dei controller che comparirà in un tutorial successivo) in basso vedete la regolazione dell'attacco, della soglia e del gain di uscita, insieme con un equalizzatore a due zone. Su altri effetti (o multieffetti, ci sono anche selezioni che permettono di combinare più effetti nello stesso MFX) i parametri sono spesso di più.

    Fig. 4 - MFX 3

  5. Come abbiamo scritto più indietro, lo stadio MFX 3 è un amplificatore emulato. Ne esistono di vari tipi, per questo esempio ho scelto un Marshall 1959 settando poi i parametri come Volume, Gain, Presence etc. nonché l'emulazione dello speaker (anche qui ci sono diverse scelte possibili).

Alcune note: sono presenti moltissimi effetti, dei quali trovate la descrizione sul manuale. Oltre ai classici “Distortion”, “Overdrive”, “Flanger”, “Phaser” etc. trovate anche un “AutoWah” che se regolato a dovere vi sorprenderà. Tuttavia, alcuni effetti (ad esempio alcuni digital phasers) interagiscono in maniera distruttiva con la distorsione dell'amp simulator successivo, quindi occorre fare un po' d'esperienza per trovare le combinazioni effettivamente utili. Qualcuno avrà notato che nella parte in alto delle varie finestre dell'esempio è presente una voce che indica come selezionata la patch “Vox Organ”. In effetti, sarebbe possibile anche suonare tale patch sulla tastiera insieme alla chitarra, purché siate dotati di almeno tre mani oppure la chitarra venga suonata da un vostro amico mentre voi pestate sui tasti della Juno-Di... L'utilizzo migliore però è quello di suonare parti di chitarra e tastiera alternativamente nello stesso brano senza dover cambiare performance :-)


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Published in Didattica
Last modified on Sunday, 11 January 2015 18:39